[Spiattello così, su due piedi, a piccole dosi, la mia tesina (perchè il primo passo è l'ammissione dell'ego)]
Prima Parte
Dolcezza si rispecchia ampio e quietoIl divino del pian silenzio verde
(Giosuè Carducci,Il bove)
...a poco a poco mi ripigneva là dove 'l sol tace.
(Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno, Canto I)
Rimase a lungo immobile, con gli occhi aperti nel buio, e le pareva di sentire la luminosità del proprio sguardo.
(Tolstoj, Anna Karenina).
Quando mi chiese: "Conosci l'estate?"
io per un giorno per un momento, corsi a vedere il colore del vento
(Fabrizio de André, Il sogno di Maria, da La buona novella)
La sinestesia è un tipo di metafora, consistente nell'attribuire a un oggetto, percepibile con uno o più sensi, qualità percepibili con altri sensi (quindi “metaforiche”) cioè non pertinenti all’oggetto stesso; indica, pertanto, una contaminazione dei cinque sensi nella percezione, una sorta d’intreccio delle sensazioni, di situazioni in cui una stimolazione uditiva, olfattiva, tattile o visiva è percepita come due eventi sensoriali distinti ma conviventi.
L’arte può divenire elemento di connessione e fondamento; proprio la constatazione della sinestesia ha permesso all’arte di “aprire” l’inconscio del pensiero per far sì che esso si traduca all’uomo.
Per questo, con la sinestesia l’arte assume un significato diversamente importante.
Dall’antichità ai tempi moderni, l’ebbrezza dei sensi è stata riservata essenzialmente agli dei, attraverso miti e religioni.
Dal Medioevo in poi nella storia dell’arte il tema dei cinque sensi viene illustrato in modo simbolico o allegorico attraverso un folto bestiario.
Nel Rinascimento tutto converge sull’uomo, per questo i cinque sensi vengono personificati sempre più spesso da donne o giovani fanciulle, che potevano essere angeli o demoni, portatori di peccato o di delizie.
Con il Rinascimento la curiosità per il mondo profano spinge gi artisti a fare della natura morta un genere indipendente, in cui regna un illusionismo sempre più raffinato.
L’Ottocento farà della sinestesia l’elemento portante dell’universo e la radice della creazione di ogni opera d’arte.
La corrispondenza tra tutti gli elementi della Natura può essere colta dal poeta che riconosce dentro di sé la corrispondenza tra tutti i sensi: la poesia è in grado di svelare i misteri che si celano dietro l’apparenza, cogliendo rapporti di corrispondenza anche fra cose lontane, esprimendo le relazioni esistenti tra il mondo interiore del poeta e la realtà esteriore. Nel Novecento la perdita di fiducia nel potere conoscitivo della scienza porterà il pittore russo Kandinskij all’ascolto della “necessità interiore”, intesa come collante che ridà unità all’uomo disgregato, il quale riconosce nel suo animo la radice unica da cui hanno origine i cinque sensi e di conseguenza, la comune origine di tutte le arti.
La capacità di riconoscere quest’unitarietà tra le arti aiuterà a comprendere le leggi cosmiche e a stabilire il legame con la Natura e le leggi che la governano. Per Kandinskij è soprattutto nell’animo delle persone più sensibili che la percezione di un organo sensoriale si ripercuote, attraverso l’anima, sugli altri organi.
Segue...
Ballerotta Bohemien [e gli esami di stato '09]