· “Questo colore è il mio”
La relazione del colore alla luce si presenterebbe allora come una semplice messa allo scoperto di una determinazione obiettiva: un raggio lineare va a scovare l’oggetto nel suo luogo, lo colpisce, come una freccia, e poi fa la sua denuncia: “esso è verde”. La cosa si mostra e dice “questo colore è il mio”.
Per quanto riguarda la vera e propria percezione se ci trovassimo all’interno di una stanza blu, ad esempio, il nostro corpo percepirebbe freddo, mentre se ci trovassimo all’interno di una stanza rossa, il nostro corpo percepirebbe una sensazione di calore. Come per il colore è così anche per le forme.
Proprio per questo, se i bambini vengono a contatto con un ambiente stimolante, colmo di colori, ecco che nascono sensazioni dalle quali possono scaturire pensieri positivi.
La mente umana, infatti, schematizza ogni informazione dall’esterno e, per natura, associa alla gente, ma anche agli oggetti, una forma, un numero, un colore.
La psicologia moderna ha proprio studiato questo ed ha scoperto che, ad esempio, il verde viene associato al numero sei, il rosso al cerchio, se ci troviamo in una stanza gialla, potremmo quasi sentire il sapore e l’odore del limone,e così via.
Per cui ogni senso è contaminato dagli altri, quindi se ci troviamo in una stanza gialla, potremmo quasi sentire, ad esempio, come, il sapore e l’odore del limone.
Fisicamente si potrebbe dire che in realtà nulla ha un colore, poiché sono solo onde che riflettono ciò che noi vediamo…
Per esempio, il pittore impressionista sembra voler tradurre sul piano pittorico i risultati delle indagini scientifiche intorno alla luce e alla formazione del colore come evento fisico.
Parte quinta
ballerotta bohèmien e gli esami di stato '09





sempre così rossi che io li farei gialli...






















