Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

giovedì 15 marzo 2012

martedì 28 febbraio 2012

Madre Natura è sempre perfetta alla fiera dell'insanità

Sola, con il vento che mi fischia nelle orecchie.
Non è una situazione insana
è il semplice sentire il respiro della terra.

Il vento caldo mi attraversa il corpo,
mi rende omaggio deliziandomi con brividi sulla pelle.
La mente si distende.
E' pace.

Sola...non è mai male.
Sento il vento che mi sbatte contro,
che mi spinge,
che sposta violentemente il mio corpo
ed io viaggio,
viaggio come una foglia da poco caduta,
leggera.

Leggera attraverso il mondo oggi,
lo sento sotto i miei piedi,
mi scorre nelle vene...corro.

Mi perdo in me stessa
sento sulle guance le gocce d'acqua che scivolano

Respiro con la stessa frequenza del vento.
Sono un tutt'uno con gli eventi ed il ciclo naturale,
sento come una musica di violini che suona nelle mie orecchie.

Sono diventata aria, acqua e terra...
Il fuoco ce l'ho dentro... e sono perfetta.

[Ph: CuoreNudo Model: Me]

martedì 21 febbraio 2012

Acqua



Il tempo scorre scivolando come l'acqua...passa velocemente.

Ti sorprendi perché mi sorprendi?
Dicono sia difficile farlo con me.
Non abbandonarmi ed io non lo farò con te.
Prendimi per i fianchi e tirami su,
stringimi,
sentimi,
scivolami addosso come acqua. 
Seducimi.
Il mondo ti è sulle spalle...
sorridimi,
non lasciarti arruginire dall'acqua che scorre su di me fino ad arrivare a te come per sfiorarti.


Cosa ti hanno portato via? Perché non ti sei offerto in sacrificio? Vale la pena, allora, tenere con se qualcosa per la quale non vale la pena morire?
è crudele sì...
è crudele perchè non ti lascia scorrere su di me come acqua,
non ti lascia arruginirmi.
Io lascio che l'acqua mi prenda e mi sfugga.
Tu sorridimi.
Io ti bacio dall'alto e sorrido.

lunedì 20 febbraio 2012

Parentesi di un'insana umanità


Io sono come te. Anche tu non ami, altrimenti come potresti fare dell'amore un'arte? Forse le persone come noi non possono amare.


Che strana cosa, amici, sembra quella che gli uomini chiamano piacere. E che straordinario rapporto tra questo e il suo contrario, cioè il dolore. E pensare che essi convivono nell'uomo e pur si respingono sempre e chi cerca e riesce a cogliere l'uno, si vede costretto, sempre, a sobbarcarsi anche l'altro come se, pur essendo due, fossero attaccati entrambi a uno stesso capo.


Kiss the boot of shiny shiny leather
Shiny leather in the dark
Tongue the thongs, the belt that does await you
Strike dear mistress and cure his heart

Ribellione 


Tu mi hai già perdonata.

mercoledì 8 febbraio 2012

Fermati!


Fermati un attimo. Non pensare, o per lo meno pensa, ma pensa al vuoto. Riesci?
Di che colore è?
La senti? La senti questa musica che ti avvolte? Ti stai facendo travolgere?
La vedi la gente a attorno a te? Le vedi le maschere?
Quanto ti attraggono?
Danza, danza seguendo il corpo a peso morto, non far sì che siano le tue ossa a sorreggerti, ma prova con l'assenza del pensiero a liberarti.
Li vedi i passi della gente, delle maschere che danzano attorno a te, mentre la musica piano piano aumenta e ti spinge in terra per poi rialzarti, mentre le tue vesti, leggere, ti sfiorano il corpo.
é lenta ora, ma piano piano s'infuria per riprenderti mentre cadi.
L'atmosfera ora è docile ma manca poco che tutto riprenda a girare nella splendida danza di carne che siamo.
Il corpo s'inclina per poi chinarsi davanti a pensieri malsani diventandone parte. è un gioco rischioso, al quale tutti vorrebbero partecipare...e tu? Tu lo sai che ci sei dentro?

martedì 7 febbraio 2012

BuoniSogni!

Dormirò accanto a voi stanotte, ma non statemi troppo vicino, non amo molto non essere libera nei sogni!

lunedì 6 febbraio 2012

molecole

Guardateli!
Guardate come lui si prende cura di lei.
Sembra fragile lei, così piccola, così perfetta nella sua fermezza, afferrata nell'attimo.


Vorrei toccarla sapete? Vorrei amarla un attimo, mentre si gode il suo abbandono, mentre vive il suo mistico momento, nella sua bellezza.
Resterei ore ad osservarli, per innamorarmi un po', mentre loro, si fanno spazio tra le molecole d'aria.
Ecco, sembra aria lei.
Lui l'ama, l'ama in un suo strano modo. Guardateli!
Adesso lui l'afferra con un amore violento e la stringe a se, accarezzandole i fianchi, accarezzandole il collo, tenendole la testa immobile da sotto, a palmo aperto. Lei è totalmente abbandonata a lui.


...e lui? Lui è così forte accanto a lei, la avvolge come fosse lui stesso amore, è lui a renderla splendida com'è, non che lei non lo sia, ma è l'unione dei due che rendo attraente la danza.
Lui trasforma l'energia di lei in ciò che rende lei stessa energia, è uno scambio di molecole, sensazioni, uno scambio di pelle ed emozioni, oltre che amore.


Vorrei poterla sfiorare, per sentire un po' di loro sotto la mia pelle.

venerdì 27 gennaio 2012

La ragione è limitata.


Dobbiamo vivere con la consapevolezza che la vita finisca, anche domani sì, ma a volte anche con il fatto che sia infinita.
Gli ossimori non funzionano. La vita e l'arte non sono questo...sebbene ne abbiano l'aspirazione.
Nel mio caso arte e vita sono molto legate, forse per questo non so scinderli.
Non esiste il finito infinto. Esiste il finito che aspira all'infinito, ma tra l'averlo e il non averlo c'è di mezzo il limite della storia.
L'infinito lo si considera solo perchè si ha l'esperienza del finito. E per opposizione sappiamo che l'infinito è il contrario del finito, perciò non lo si può vedere..ma lo si più intuire. Sebbene "intuizione" spesso sia una parola vuota.
Sbagliando, considero l'infinito qualcosa che è dopo il finito. Mi piace immaginare che sia il gradino in più. Al finito arriviamo tutti, all'infinito ci arriva solo chi sa andare oltre; che l'infinito sia una cosa sconosciuta è un elemento che gli da fascino, che ci attrae. A volte è meglio non conoscere, perchè la curiosità ci nutre e spingere ad andare avanti.
Ho una razionalità che tende all'infinito e sfocia nell'estetica.
Non è razionalità forse...è il libero gioco delle facoltà conoscitive dell'essere umano che può tendere all'infinito.
La ragione è limitata.

martedì 24 gennaio 2012

Seduzioni

Il freddo punge in faccia,
riesce ad infilarsi bene tra i vestiti, nonostante lei si ricopra di strati d'abiti, non lasciando il minimo lembo di pelle scoperto. Riesce quasi a sedurla ed a spingerla a camminare veloce per strada, dove ogni giorno incrocia volti che si bloccano, mutevoli nella loro lentezza.

Le appariva deserta la città, nonostante fosse invasa di gente, che, come manichini, si scontravano distrattamente per via del loro modo di correre per sfuggire al freddo, per raggiungere la meta.
A volte cumuli di vento le accarezzavano il volto, sembravano pizzichi ed a volte sembravano proprio volerle del male.
Aveva la sensazione che la gente le entrasse nel corpo senza chiederle permesso, ogni volta che andava a sbatterci contro,
percepiva d'essere un loro pensiero.
Non provava dolore, ma solo un lieve sapore di sangue, che scivolava sul suo collo.

Ti ho visto, mi sono scontrata con te, che vagavi nella tua fretta, spinta anche tu da un vortice di gelide mani, che ti conducevano verso una meta indefinita.
Mi sono sentita travolgere, per un secondo,
sedotta anche.

lunedì 23 gennaio 2012

Non so dirty.


L'affinità crea il rapporto.
Spesso creerei spazi dettati da getti di colore,
limitazioni arancioni su campi viola
e recinti verdi su cieli rossi,
mentre in realtà non facevo che cadere.
Era un blu,
un blu più azzurro credo,
ugualmente profondo forse.
Sentivo sulla pelle del viscido,
era il pensiero che decideva di rigettarmi.
Non feci nessun rumore al contatto con l'acqua,
mi sembrò di tornare embrione.
Breve istante, un agglomerato acceso,
forte come le nuvole che lo sovrastano,
migliaia di innocenti nodi di aria,
condensamenti stabili sulle sagome antiche degli alberi.
Ho visto radere al suolo aspettative eccelse,
ho creduto di vedere animali in marcia,
sono sicuro di aver pensato a me stesso
come alternativa unità della coda.
Mi tingo di verde, divento natura.
Non c'è un nesso a tutto,
c'è solo quella luce effimera che gioca a nascondersi.
Non vuole che noi, forse.
Suona eterea, mentre prega.
Il buio tra le mura di pietra è freddo, sacrale.
L'aria è un po' gotica,
intanto animale sono io nel fango.
Prego a te, mentre eterno è l'istante in cui i giri aumentano.
Suona come un lamento, la senti?
Ma è solo una lode silente.
Fischio del treno in arrivo,
ultime constatazioni del tram quotidiano
che passa a prendere un po' di clemenza invana.
Uno stanco, un passeggero,
del sole, sì, ma in bianco e nero.
E miglia di distanza, percorse vivide.
Ombra muta, buio e jazz,
da chivas, da poker, da sigaro consumato nel posacenere;
per quel lungo istante
in cui il rischio del gioco
mi fa osservarela mia buona mano.
Brucio intanto,
mentre picchietta un po'.
Sento dall'altra stanza un dolce caos,
il freddo fuori si riduce al classico sorriso
da the...o da te.
Ho voglia d'alzarmi da questo tavolo,
di rifiutarmi di badare a me ed alla mia fortuna.
Solamente ieri ho pensato a quanto fosse strano
immaginare le corse
sotto migliaia di pinete di terra nostra,
lì, quando il sole torna a scaldare i nostriincubi fatati,
quando i colori non sono altro
che una e sola composizione.
Mi sono smarrito, lì nel sentiero di aghi di pino.
Ho imparato che devo seguirli,
come in un enorme bussola.
Meta è la perdizione.
Le note sono docili,
mentre i riflessi si fanno limpidi.
mi accompagno e mi cullo,
è lungo il sentiero.
Ciò che è stato sarà,
ciò che si è fatto si rifarà.


(4 pugni, 18 dita, questo sottofondo, due pensieri, la distanza ed altro: Marta e lo Stuls)

lunedì 16 gennaio 2012

Pelle

Si rigenera.
Dimentica facilmente,
di volta in volta,
ogni odore che le passa e la sfiora.

Ha segni a volte.
Che vanno via col tempo.
Tornano.
Arrossisce se fa male.

E' come un'impronta per certa gente.
La si riconosce.
Nasce pura.
I segni del tempo l'addolciscono
e la scarniscono.

Ombre sui volti.
Storia.

[Ph Annie Leibovitz] 

venerdì 13 gennaio 2012

Postumi

Erano mesi senza sogni i miei, adesso sono tornati. A volte sono incubi.
Mi rincorre
io scappo senza fermarmi,
inciampando ogni tanto.
I sogni, quelli normali, non li faccio ancora, restano tutti troppo spinti ed io li preferirei più spenti, perchè non amo svegliarmi zuppa di sudore al mattino.
Sognare, ora, mi sembra come lottare, eppure ne avevo bisogno perchè mi sentivo presa meno in considerazione da Morfeo.
Ora mi culla, ma sembra tenermi in gabbia. Urla ai suoi fratelli che fan nascere incubi e fantasie.
Ho quasi paura di andare a dormire, di chiudere gli occhi. Mi abbandono...
[PH CuoreNudo, Model Tenshiko (me)]

lunedì 9 gennaio 2012

Sarà come perdere parte di me?








L'odore della pelle è la tentazione della lingua, che amo farti scivolare addosso per poi percepire i brividi sotto la mia mano che, a palmo aperto, ti tiene stretto, mentre i brividi ti fanno diventare umano e gemere dopo aver ceduto.
Umano sì, sei umano.
Sarò umana anche io un giorno, presto forse, cederò ad ogni tuo volere e cadrò nel vortice.
Legami e stringimi...chiedimi di tutto ciò che sono per te.
Sarò schiava un giorno, forse. Come schiavo è Lui per me.




[Ropes Kirigami, Ph Aryskio, Model Tenshiko(me)]

mercoledì 4 gennaio 2012

Siamo perfetti, sempre!





"La sanità mentale è un'imperfezione." diceva Bukowski e di fatti come non dargli torto se ciò che tutti chiamiamo insano è ciò che più ci attrae?
I bambini amano il proibito. Dirgli "non fare questo" o "non andare li" è solo un invito a farlo.
Siamo anche noi, allora, un po' bambini, ci piace andare oltre, ma non solo per il gusto di farlo...semplicemente perchè l'oltre è tutto ciò che ci serve.
La perfezione si raggiunge ogni volta che si supera la soglia e si comprendono i limiti di ogni cosa, proprio perchè ogni cosa è fuori ogni limite.
"Non c'è nulla che spaventi di più l'uomo che prendere coscienza dell'immensità di cosa è capace di fare e diventare." diceva Kierkegaard...gli errori permettono di imparare, ma l'oltre è da sempre la "perfezione" celata a cui tutti tendono ad aspirare, forse perchè ciò che non conosciamo (che poi ci permette spesso l'errore) ha un ottimo potere d'attrazione.

sabato 31 dicembre 2011

Possedere è una buona arma per allontanare

L'ombra in questa stanza dipinge mostri provocanti.
Danzano.
Il sole fa capolino tra le nuvole.
Sotto di me il tappeto scivola e lo specchio mi infastidisce.
Ho chiuso tutti i cassetti stanotte, temevo uscissero troppi sogni.
Ho chiuso gli occhi, serrato le labbra, coperto bene la testa.
Mi sono infilata dentro me stessa e mi sono immersa dentro ogni vena.

Sono seduta, ora.
Sono seduta a terra, solida nel terreno, qui non posso cadere, oltre non posso andare.
Parlo sola, rivolgendomi allo specchio che, fastidioso,  mi seduce.
Sopra di me il cielo è coperto, coperto da strutture umane, solide.
Ho messo i piedi nel fango ieri, sorridendo e riflettendo.
Non so se certi aspetti della mia vita vissuta siano sogni o meno.

Parlo, parlo molto ora.
Stringo me stessa con corde fitte, che lasciano i segni.
Amo ogni piega dei corpi, dei corpi fragili.
Io l'ho sempre detto, sono poco portata per il pogo.
Amo scontrarmi con la gente, nonostante il tatto sia da me poco gradito.
Danzo.

L'acqua è fredda.
Adesso sono immersa nella vasca.
Affogo.
Amo perdere il respiro.
Godere di me.

mercoledì 28 dicembre 2011

Il punto è il pilastro della linea.







Il mondo è uno, ha solo innumerevoli aspetti...ed io voglio conoscerli tutti.




Sono sicura che a tutti piace sia un aspetto che l'altro di ogni cosa; semplicemente disprezzano, dei due, quello che manca ogni volta che manca.

Dobbiamo spezzare i limiti del nostro corpo ed abbattere  pregiudizi della mente.

venerdì 23 dicembre 2011

p.s.

Cambio idea!


Da grande farò la camionista....con i tacchi però!
(Niente canottiera smanicata, solo vertiginose scollature che mostrano il mio decoltè altrettanto vertiginoso). Fa figa. Sono figa!


Niente più vita da Bohèmien. è un'altra la mia strada!

mercoledì 21 dicembre 2011

Pensieri lungo il corridoio.

Premessa: non bevo caffè da qualche giorno, oggi la prima tazza, anzi due...ho ricominciato!

Io me lo ricordo bene quando andavo a scuola, non è passato molto tempo del resto.
Ricordo la campanella, gli ultimi minuti prima di uscire da scuola, tutti i professori, le note di classe, mai una presa singolarmente ahimè, ero quieta, ricordo bene i cavalletti, i corridoi, le scale della scuola, la ricreazione, le assemblee, le candidature come rappresentante, ricordo anche qualche pianto, gli scioperi...
Io me lo ricordo molto bene quando andavo a scuola, mi ricordo l'ansia del dovermi svegliare molto presto per il viaggio da fare; ammetto mancavo spesso da scuola, mamma lo sapeva bene, restavo a letto!

Ieri sono stata alla riunione a scuola da mia sorella, mi è toccato questo arduo compito, va in terza media lei, sì è in prossimità dei suoi primi esami.

Lunghe file nei corridoi con annessi:
Genitori disperati,
Figli in lacrime,
Elenchi pasticciati per far la fila,
Madri che mi chiedono a quanti anni ho avuto mia figlia,
Padri che si dicono "no saranno sorelle",
Professoresse e professori molto vecchi,
Pochi professori giovani,
Padri messi meglio delle madri (ovvero esageratamente curati),
Mogli disperate,
Fratelli e sorelle stufi,
Lotte per poter superare chi c'è davanti perchè "sono le sette e mezza e devo preparare la cena a mio marito",
Tacchi sordi,
Gente di corsa,
Una  tipa che avrei ucciso perchè mi ha detto che scavalcavo la gente,
Io,
Mia Sorella.

Ieri ho davvero capito di essere una donna paziente (si, ok, donnasifaperdire).

Ero in fila, con mia sorella di fianco, avevo voglia di estraniarmi e non sentire come si prepara la pasta al forno, o dove quest'anno vanno a sciare le famigliole bolognesi, avevo voglia di buttarmi a terra e leggere, tanto avevo una fila lunga 30 nomi, in ogni elenco, davanti a me. E di fatti mi sono messa a terra, tanto che la gente mi tirava borsate. Ero ad altezza gambe. Ho deciso di non leggere, perchè temevo che mi dicessero che mi estranio troppo, allora alla fine mi sono comunque seduta ma mi sono messa a parlare con le coetanee di mia sorella e con lei.
Pian piano gli elenchi scorrevano, la gente se ne andava e fuori era sempre più buio. Ogni tanto mi alzavo per vedere a che punto dei vari elenchi fossi, ogni tanto alzavo la testa giusto per vedere se ci fosse qualcuno di interessante, ma niente, solo mamme stratirate, mamme disperate, papà troppo gnocchi per essere papà (ma a quanto pare più predisposti a fare i genitori di molte mamme li dentro).
Arriva il mio turno.
Prof. di musica "Immagino tu non sia la madre" "No, decisamente no" "Di quanto vi mancate?" (è italiano?) "Otto anni" "Ah giovani, bè, Elena è una brava ragazza, va molto bene, dovrebbe trascinare i compagni vista la classe movimentata".
Prof. di italiano (supplente da pochi giorni, sembrava mio coetaneo quasi, uno dei pochi giovani, invece scopro che è sui 40) "Non è la madre vero?" "No, sorella" "Si vede! Elena è una brava ragazza, la conosco da poco, ma sembra molto brava, la classe meno, troppo spenti, nessun curioso, niente domande". Avrei voluto dirgli tremila cose a questo professore, ma sono stata zitta perchè non volevo fare il solito cane che sputa sentenze, allora ho solo risposto che si spera si incuriosiranno presto, perchè se non lo sono ora rischiano di non esserlo per il resto della vita, e chi mi conosce sa che per me la curiosità è un po' il sale.
Prof. di educazione fisica, anche qui la prima domanda è stata "Non sei la madre, vero?". "NO, NON SONO LA MADRE!",  questa tipa sembrava particolarmente fragile; mia sorella, fuori dalla porta mi aveva detto "Non azzardarti a ridere con questa prof." dall'affermazione ho capito che mi sarei dovuta trattenere. è stato un trauma parlare con questa donna. Davvero psicolabile. Per lei, chiunque rida, la sta deridendo! è mai possibile? è mai possibile che una prof. faccia questi pensieri con dei ragazzini di 13 anni?
Dopo la domanda del chi fossi, mi para le mani davanti dicendomi "Io sono stata alunna molti anni fa, per cui non mi ricordo com'è essere studentessa, per cui non posso mettermi nei loro panni. Io sono la professoressa, loro sono gli alunni". Mi cadono le braccia, sbianco e poi divento rossa. Sto zitta. Non rido ne sorrido, mi estraneo mentre mi fa lunghi discorsi sul come la deridono, sul come in 3 mesi abbiano fatto solo i fondamenti della pallavolo e su come i suoi alunni non sappiano far nulla e sottovalutino la sua materia. Aveva bisogno di essere ascoltata. Per carità, ogni materia è importante, ma cambia sport o professione se non è cosa tua insegnare. Non ho detto nulla di tutto ciò. Dicevo, appunto, che mi sono estraniata, infatti ho temuto mi facesse domande alla quali non sapevo dare risposta perchè avevo smesso di ascoltarla.
Altri prof. nella norma!

Età media 150 anni circa.

Conclusione?
Quand'è che l'Italia cambia e cambia dalle basi?
Professori troppo vecchi, senza un minimo stimolo o voglia.
La curiosità?
A mio avviso se un bambino non è curioso lo si fa diventare, ponendogli le cose con un minimo di mistero che lo involgi a far domande e a cercare risposte.

Non voglio dare tutta la colpa agli insegnanti, la scuola è un organo composto da insegnanti, alunni e genitori. è una seconda casa, dove fino ai 18 anni passi metà delle tue giornate. Ma è così difficile rendere la scuola una cosa piacevole e stimolante?
è vero, io sono diventata curiosa negli anni, ma ricordo bene le domande in classe, da parte di tutti, anche dei più svogliati, cos'è cambiato in meno di 10 anni?

L'errore?
Forse: Quanto un professore si dimentica com'è essere alunni la scuola muore lentamente! [?]

lunedì 19 dicembre 2011

Il freddo punge e ti piace.




Ti sei pogiata su di me, mentre ti ascoltavo in silenzio, mentre parlavi di te, di loro, di lui.
Belle le parole dette di getto solo d'istinto; è un po' come i corpi che volteggiano nei valzer, sembrano non pensare a nulla
nei loro abiti.
Devo trattenerti? O devo lasciarti andare, come ogni volta?
Ti ho vista sai? Eri ferma alla fermata del tram, la nebbia ti avvolgeva, tremavi, eri bella dentro la nuvola.
Il freddo punge e ti piace.
Mi piace sentirti sulla pelle, essere qualcosa della quale necessiti senza saperlo. Ecco perchè scappo, è solo una scusa costante, una scusa per sentirmi te.
Mi piace quando sorridi e cerchi la forza che nemmeno io ho, mi piace quando cerchi di farti prendere per sorridermi un po' malignamente. Sì mi hai presa nelle tue mani e lo sai, lo sai bene che io sono qui.

giovedì 15 dicembre 2011

Percorsi.

Il desiderio...cos'è?
Il desiderio è forse il seme che genera i sogni? I sogni danno il seme per generare i segni?

"Il desiderio genera dipendenza e da origine a pensieri mortali"

domenica 11 dicembre 2011

Credo!

Sono convinta che le cose, prima o poi, si sistemino.
Lei ha bisogno di qualcuno che la guardi. Lui della certezza che risiede in lei.
Sono convinta che certi amori si sistemino sempre, in un modo o nell'altro; che poi la "fine" è sempre la stessa.

Credo nell'immagine che la gente si crea degli altri, perché spesso la pelle non mente. Basti sempre, però, non lasciarsi ammaliare dall'apparenza, che spesso è davvero uno specchio, ma molte volte è tutt'altro.
è bello, romantico, e poetico, credere in tutto ciò che vediamo e crediamo perfetto, ma siamo sicuri che chi abbiamo davanti è davvero come noi lo vediamo? O c'è sempre un velo di Maya messo davanti ai nostri occhi solo per colpa nostra?

Sono convinta che le cose si sistemino sempre. Gli amori, le vite, i pensieri distorti, la gente.
Lei hai bisogno di capire i propri limiti. Lui ha bisogno di trovare in se la certezza.

...e poi, poi ci sono io (punto).

venerdì 9 dicembre 2011

Live curious...

Uhm....sì, non sono particolarmente portata per fare la donna di casa, ma a volte una serie di circostanze mi conducono a farla. Insomma, poi l'istinto di sopravvivenza ti porta anche a fare la spesa.

Ecco....non amo molto fare la spesa, non che io snobbi la cosa, semplicemente non amo farla perché il supermercato è un luogo affollato.

Oggi DOVEVO andare proprio e così mi sono armata di buona forza di volontà.
Entro al supermercato,
prendo la frutta,
mi avvicino ai salumi ed ai formaggi,
una bambina mi fissa,
era proprio in mezzo al reparto.
Le sorrido.
Non amo sentirmi osservata, ma ai bambini è giusto concedersi, hanno una curiosità pura. Così continuo alla ricerca di quello che mi serviva, girandomi di tanto in tanto per posare la roba nel carrello, facendo si che la osservassi anche io.
Finisco il mio giro e noto come mi segua con lo sguardo.
Mi ha reso felice, non che io non lo fossi già, ma mi piace quando qualcuno mostra curiosità, soprattutto verso di me, perché alimenta il mio lato egocentrico.
Mi sarebbe piaciuto fermarmi a parlare con lei, avrà avuto 7 anni, o forse 8...chissà che discorsi avremmo fatto.. Sicuramente più interessanti di questo!

giovedì 8 dicembre 2011

è sempre colpa della luna (ottava parte)


Fu l'odore del caffè che preparò Naima, una delle amiche di Gabriele, a svegliare tutti, che si svegliarono con qualche postumo. I corpi erano ancora confusi tra le stanze. Fecero colazione tutti insieme, sorridendo e con poche parole.
Era già pomeriggio.
Gabriele scrisse un po'.
Cristina decise di ritrarre, Adele che era stata rapita da Alle cinque della sera di Federico Garcia Lorca. Cristina amava Adele come soggetto, non solo perchè mentre era intenta nel fare qualcosa era sempre immobile, ma perchè aveva una pelle bianca e pulita che non serviva che seguire le curve con gli occhi, che la mano faceva il resto, lasciandola imprimersi sul foglio; percorrere il suo corpo con la sanguigna era come sentire la sua pelle con le mani...quasi fu rapita dalla sensazione di doverlo fare. Non aveva mai desiderato il corpo di una donna come in quel momento. Etereo, lì, immobile, bianco, con un solo vestito da sfilare. Adele forse si accorse dello sguardo di Cristina che per un attimo si era fermato su di lei. Forse non ci mise poi molto a cogliere il pensiero che aveva. Non ci misero molto a perdersi in un bacio.
Cristina percorse con i polpastrelli, e con le unghie, la schiena di Adele, alla quale aveva alzato il vestivo. Adele non ci mise molto a sfilare il maglione di Cristina e le due si ritrovarono a terra, avvolte l'una nell'altra, mentre Gabriele, nell'altra stanza concludeva il IV capitolo del suo libro; fu lui, che poi, si unì alla danza...mentre fuori, la luna si levava.

(prima parte)  (seconda parte)  (terza parte)  (quarta parte)  (quinta parte)  (sesta parte)  (settima parte)    

sabato 3 dicembre 2011

Brucia

Sussurri e graffi avvengono tra colori caravaggeschi, insiti negli animi ribelli e provocatori...sono sempre danze per me.

La vita è una poesia che vale la pena "recitare", cogliere, danzare e provocare...sì, la vita va provocata.

La luna rossa mi manca, ora è pallida, innocua, non danza molto, si vela e cela dietro la nebbia.


Il mare...il mare mi manca anche, mi manca il suo scivolarmi addosso ed insidiarsi in ogni angolo del mio corpo.

Il buio è qui con me...adesso, che si fa ombra tra i colori del mio fuoco.

musica