Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

mercoledì 26 settembre 2007

che ho perso...

puoi: spingere un bottone e sentirti felice...
ma no io questa libertà voglio sentirla, viverla nelle vene, veder scorrere il suo colore, sentire quel sapore amaro, con un retrogusto d'irraggiungibile...
puoi: provare a stenderti sul pavimento, come faccio io ed osservare il soffitto...
io questa libertà voglio sentirla come quando il mare è oleoso e le onde hanno del verde alla riva...
puoi: sentire l'aria sulla pelle, sentirla davvero, il brivido che percorre tutto, fino alle ossa...
certe libertà sanno d'estetica assuefatta.

ed io, io oggi osservo le foglie verdi prendere un colore vomitevole...intanto aspetto, aspetto la palla che ho perso...


[photo by BASINSKI]
ballerotta bohemien

4 commenti:

  1. Stanca ma bene! ^___^
    O___O Nooo Ribelle no!! Ti prego!! Se inizia a polemizzare riesce ad essere davvero petulante...

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  2. Se ti ritiro la palla prima di tutto rischierei di prenderti in testa, e poi devi ritrovarla da sola! Ma sai, non è detto che rimbalzi sempre, mi capisci? Devi anche essere disposta ad alzarti ed andarla acercare tra le foglie!
    Ti voglio bene, mi allieti tutte le volte

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  3. marta come stai?

    io ho lasciato il mio cielo amethysta per sempre.
    o forse no.
    non lo so.


    ora mi trovo qui.
    ti bacio

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