La poesia serviva, in particolar modo, a rimembrare ciò che l’uomo, da eroe, avesse fatto, una sorta d’esaltazione dell’essere. Ed il poeta non era altro che una persona colta, che da chi viveva nell’ignoranza, era ritenuto come una divinità. [avrei voluto essere una musa] La poesia era una divina follia. [Platone]
E la musica? Essa aveva potere sull’uomo tanto quanto la poesia, essa ammaliava.
Il bello era strettamente legato al bene…ed adesso? Adesso il bello è legato al dannato alla seduzione.
C’era chi condannava l’arte ritenendola, però una scarsa imitazione della realtà e delle idee dell’uomo su di essa. Ma la bellezza non è che manifestazione di idee, ciò che eleva, forse, all’esperienza razionale.
Infondo imitare non è che essere a conoscenza di un qualcosa, anche questo è in grado di suscitare emozione, soprattutto attraverso l’imitazione distorta. Ma l'arte potrebbe anche essere la spiegazione del teorico applicato al pratico. Una semplificazione, anche un messo forse.
Ci sono stati tempi in cui l’arte imbigottiva soltanto, tempi in cui l’uomo era in grado di ipnotizzare con l’arte, tempi in cui l’arte non aveva più un valore estetico.
Per un determinato periodo, bene e bello vennero scissi. Il bene veniva definito ciò a cui ogni cosa tende, mentre il bello non era altro che ciò che produceva piacere.
Se il bene è ciò a cui tende ogni cosa allora noi umani siamo per natura tendenti all' essere buoni,definibili tali; allora cosa ci spinge ad avvicinarci al male? Ma l’uomo per natura tende al bene o al male? Se questo non si unisce al bello, cosa che credevano, allora siamo vittime di una natura distorta.
Forse si, il bello è solo ciò che produce piacere, sembra quasi ovvio, magari non lo è, eppure un minimo fondo di verità c’è, scagli la prima pietra chi non è mai stato sbalordito da ciò che è davvero bello, intendo universalmente bello.
L’estetica può essere definita come la scienza filosofica del bello, la scienza delle forme con le quali il bello si esprime nelle arti e nella natura, e degli effetti che esso produce sui fruitori.
Non a caso i punti fondamentali dell’estetica sono il bello e l’arte. Ci si è spesso chiesti, domanda, dunque, comune nei vari secoli, se l’arte assumesse solo una raffigurazione oggettiva o soggettiva oppure entrambe.
Di fatto la bellezza dà piacere ma questo piacere è personale o collettivo? Eppure quando diamo appellativo di “bello” ad un qualcosa cerchiamo sempre il sostegno altrui e chissà se lo facciamo perché crediamo che ci sia un bello comune. Infondo la bellezza, si dice, che sia soggettiva.




