Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

mercoledì 17 giugno 2009

dottore, dottore, ho un sintomo! [ah???!?!?!]

c'è uno spirito che ci invita sempre verso cose nuove,
uno spirito che ci spinge al cambiamento.
c'è uno spirito che ci invita ad andare avanti,
uno spirito che ci spinge a batterci.
c'è uno spirito che ogni notte ci fa oltrepassare un cancello,
uno spirito che ci spinge verso il mondo onirico.
c'è uno spirito che chiamano libertà,
uno spirito con i brividi sulla pelle.

quest'aria fresca di malinconia che ti porti sulle spalle, è l'aria della consapevolezza; sapere di conoscere questo mondo così meccanico non è mai bene.
quest'aria che ti porti sulle spalle, di fantasia, è l'aria che ti fa scivolare sulle onde più alte; sapere di conoscere questa gente che cammina come manichini non è mai bene.
quest'aria limpida di casualità ci ha spinti ad osservarci e leggerci, è l'aria di chi ha la testa per aria e vede il mondo come un sintomo libertà.

c'è la testa nel cassetto, ed un braccio sul divano, fuori il sole alto, l'incenzo che brucia un po' d'oriente...

[in photo Peppe by Dà, dal film "Sirventes" di un amico]
ballerotta bohèmien

7 commenti:

  1. weeeeeeee sciaooooooooo
    e tiu li hai i sintomi di libertà?

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  2. io bene si si bene ehehehe che fai oggi di bello?

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  3. oookey allora studia per bene neh? ce mo adesso 15 minuti di alvoro li devo fare

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  4. La mia paura più grande, e quella di non saper mettere in gioco i colori che la vita mi ha offerto.
    Sarà perché il periodo è spento,sarà che io ogni giorno che passa mi sento inutile.. sarà che devo trovare la mia dimensione..quel che sarà, arriverà prima o poi.. =)

    Ma il tuo intervento a quanto vedo, mi ha dato tutte le risposte( o quasi) di cui ho bisogno.. come fanno bene le parole,come riescono a cambiare la mente,il pensiero,la realtà di uomo.

    "c'è uno spirito che chiamano libertà,
    uno spirito con i brividi sulla pelle."

    Ho tremendamente voglia di sentirlo.

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  5. weeeeeeeeeeeeee sciao bohèmien

    che ne dici di copiare e incollare il post che trovi da me?

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  6. male facesti ballerottia a non coglier eil senso politico di questa protesta che non è politica

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  7. quello spirito è morto in molte persone ma non in me...e ti prego proteggi il tuo.l.. non farlo mai morire

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