Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

venerdì 25 settembre 2009

un incontro con lo psichiatra

- oh si, degli integratori per i pensieri, in effetti mi servirebbero! Avendoli per aria mi si confonde un po' la mente, così ho dei cali di vocali o un eccesso di consonanti, poi a volte sbaglio i verbi perché il flusso di sangue li spinge troppo in fretta al cuore, che si confonde fin troppo spesso.

Poi, si, mi servono per alimentare lo stomaco, volte le pareti sembra si corrodano, così una pellicola che le rivesta non potrebbe che farmi bene!
Ogni tanto mi sveglio con il cuscino bagnato nell'angolo...dottore, cosa vorrà dire?

- è sana, non si preoccupi, siamo tutti così, solo che prendiamo troppe medicine per il corpo e la mente confonde..

- allora cosa devo fare?

-prenda solo degli integratori per i pensieri...per il resto tenti solo di non pensare, in automatico penserà "non sto pensando, non sto pensando" non si preoccupi non è un sintomo di pazzia, tutt'altro, lo facciamo tutti, come tutti da piccoli saltavamo sulle strisce pedonali o sulle mattonelle senza toccare le righe...ci sono delle cose che insonsciamente nascondiamo perché le riteniamo stupide o uniche, ma in realtà facciamo tutti la stessa cosa...

- dunque?

- dunque si rilassi...integri la mente, respiri e mandi a fanculo il mondo...e non si guardi più allo specchio!!! si butti....

[Photo by Nino]
Ballerotta Bohèmien

martedì 1 settembre 2009

δύναμη της θέλησης να πετάξει μακριά

Perché era un po' come stare in una scatola, una scatola a cui ogni tanto aggiungevano un buco per l'ossigeno, altre volte invece lo toglievano.
Perché ancora è così, sembra di fare perennemente la coda per qualcosa di indefinito, ed a furia di aspettare ci si ferma un po' a riflettere e così la scatola si rimpicciolisce perché colma di pensieri che prendono il posto dell'ossigeno, perché prendono il posto delle parole e di se stessi!
è un po' come stare in una scatola, così adesso si inizia a parlare al passato, perché infondo si può cambiare...e si va via. Perché infondo scappare da una scatola non è mai troppo difficile, basta spingere un po', ingrandire i buchetti ogni tanto, stringere i denti per qualche periodo e poi piano piano scivolare via.
Perché era ed è un po' tutto strano all'interno di questa scatola, a furia di starci dentro si diventa anche troppi, poi qualcuno esce e non torna, qualcuno torna ogni tanto, qualcuno si ostina a restare, altri non credono nemmeno di starci dentro questa scatola, non se ne rendono conto per niente!
Perché ci vuole una buona forza di volontà...e tutto poi si semplifica, i nodi si sciolgono, le pareti della scatola per alcuni crollano definitivamente, nonostante tutto....e tutto poi sembra più semplice...traguardo raggiunto, insomma!
Perché questa scatola non è per tutti un trauma, per altri si, c'è chi lo sfrutta, chi capisce che deve abbattere le pareti, chi sta stroppo stretto stretto stretto e si rende conto che non è il luogo adatto per evitare di comprimere se stessi!!!

Ballerotta Bohèmien