Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!
mercoledì 23 giugno 2010
logica illogica logicamente
domenica 20 giugno 2010
dopo dieci anni di fotografia
Una regola fondamentale è di non lasciare che vada perduto nulla: pezzetti di carta e tempo. Perché è bene ritenere insignificanti tante cose e significante tutto.

È che noi cerchiamo ovunque l’assoluto e dovunque troviamo soltanto oggetti; e le cose no
n sono più sorprendenti.
Quando il mondo sembra già visto, quando ci si è abituati all’esistenza si diventa adulti, il mondo della fiaba, l a meraviglia diventano banalità, luogo comune.
Una macchina inventa una lingua universale. Poiché nessuno la può capire, viene accettata da tutti, in questa Babele dobbiamo guardare tutti come se li si fosse già visti cento volte e li di vedesse per la prima volta, perché tutti i fenomeni che ci circondano il più ammirabile non è proprio l’apparire?
Chi afferra la massima realtà, plasmerà la massima realtà, anche se per molti la parola “realtà” definisce solo ciò che è in ordine.
Non disegnarmi mappe Signore, La mia testa è una mappa. Una mappa del mondo intero.
Frasi di H. von Hofmannsthal, Novalis, H. Fielding, E. Canetti, Lichtenberg, Hobbes, K. Kraus estratte da "ritratto 1 Ghirri" maggio '82
photo Luigi Ghirri
martedì 15 giugno 2010
i tempi stanno per cambiare
domenica 6 giugno 2010
tra...
Quinto Orazio Flacco

