Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

giovedì 30 dicembre 2010

dicono dipinga mostri

Ah, sapessi...
sapessi quante volte mentre la dipingevi, lei si scuoteva, ecco perchè i contorni sono poco nitidi, come una foto mossa. Eppure ci sono stati geni che di quei contorni, di quello sfocato, di quelle foto mosse, hanno fatto dei capolavori. E tu?
Tu cos'è che fai?
Se tu sapessi come il vento adesso, quieto, le sfiora il corpo, adesso tu saresti a dipingerla ancora una volta, e poi ancora, ancora ed ancora, fino a finirla.
Troppi grandi artisti dipinsero molte volte la stessa musa, fino a sfinirla e renderla perfetta...chissà se lei si vedeva davvero tale...ma no, di solito succede così: succede che nel tempo cambia, diventa perfetta a se e poi basta, poi è sempre perfetta...ma non più per lei, ma per pochi altri.
In quanti la dipingono? In quanti nella stessa maniera?
Sapessi...
Sapessi quant'è bella mentre è lei a dipingere...
è difficile entrare in quei piccoli capolavori, dicono dipinga mostri, li crea con calma, plasmandoli con ogni tecnica, fino a renderli perfetti, ma solo ad i suoi occhi. Lei non mostra.
Sapessi quant'è bello poter frugare tra le sue cose, com'è bella mentre escogita i suoi piani, per far si che la gente non la osservi...
Quanti mostri dipinge? Quanti sono catalogabili alla stessa maniera?
Se tu vedessi com'è adesso...adesso te ne innamoreresti.
Dicono dipinga mostri...
Dicono che dipinga se stessa.

sabato 25 dicembre 2010

gli orrori ritornano


Fin quando ci sarà bisogno di me e non mi vorrai, io rimarrò. Quando non ci sarà più bisogno di me e mi vorrai, io me ne andrò. [cit.]

A quegli attimi che durano una vita e quando finiscono non trovi più il senso...
stelle e strade la notte sono le une luminose, le altre troppo spente e fredde.
Benvenuta a casa piccola bambina, non si scappa a ciò che ti deforma!