Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

sabato 25 giugno 2011

relazioni internazionali!




Non era capace di capire la gente, lei si limitava ad osservarla. L'altro giorno l'ho incrociata nel corridoio, aveva un vestito bianco corto, i sandali alla schiava ed il solito sorriso di circostanza.
Ha conosciuto lui, erano seduti accanto ad una lezione, era inevitabile; noi li osservavamo da un po', dipingendo stupide storie su di loro.
Lui a quanto pare non ha capito un cazzo, lei non sa come funzionano certe cose, così nessuno dei due si spinge verso l'altro, forse. O forse no, forse lui è gay e vuole solo essergli amico, o forse lei ha in testa un altro, o forse ci sono solo troppi forse.
Fatto sta che ci siamo rese conto che uomo o donna, donna uomo, le cose ultimamente si invertono, lui non si fa avanti, lei pensa a cosa pensa lui senza nemmeno considerare quello che pensa lei.
Noi abbiamo smesso di guardarli.
Io...io ho un formica che mi sale sulla gamba, adesso!

5 commenti:

  1. Bello! leggendo ero dentro la situazione. Complimenti

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  2. Ah, mi rivedo tanto in questa situazione!

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  3. (bellissimo)

    Lei e lui si adagiano in quello che noi pensiamo di loro.

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  4. ma farvi i fatti vostri noooo??? :-)

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  5. è la seconda volta, che mi trovo a dover venir incontro ad un mio commento , con te, a dover star li a spiegare che in fondo, sempre che la faccina sorridente che avevo aggiunto alla fine non l'abbia gia fatto, che in fondo alcuni miei commenti dovresti leggerli e soppesarli su una bilancia di pura tranquillità, vedo che invece aggiungi punti !! esclamativi come a voler IMPUNTARTI... boh non so

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