Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

mercoledì 30 novembre 2011

Subisco il fascino delle imperfezioni come fossero attimi di Etereo.


è facile che io mi affascini.
Ho sempre avuto un debole per tutto. Per tutto ciò che è bello, per tutto ciò che è sano e soprattutto insano, per ogni parola detta e non, anche per quelle celate. Per ogni uomo e donna incontrato/a.


L'estetica mi ha sempre ammaliato ed ingoiato. Ciò che è sano mi ha sempre dato del bene; ciò che, invece, è insano, mi ha sempre eccitato. Le parole sono come la danza, mi avvolgono e travolgono. La gente che incontro, tutta, mi ha sempre lasciato dentro qualcosa.


Oggi, a distanza di libri, di pagine e pensieri, sono arrivata ad un punto del libro, Il conte di Montescristo, che mi ha lasciato una strana sensazione di potenza ed impotenza sul mondo.


[...]Il mio regno, invece, è grande come l’universo perché non sono né italiano, né francese, né indiano, né americano, né spagnolo: io sono cosmopolita. Nessun paese può dire di avermi visto nascere; Dio solo sa quale terra mi vedrà morire. Io adotto tutti gli usi, parlo tutte le lingue. [...] Dunque capirete che, non essendo di alcun paese, non chiedo protezione ad alcun governo; non riconoscendo alcun uomo per mio fratello, non può arrestarmi né paralizzarmi alcuna sorta di scrupoli che arrestano i potenti o di ostacoli che paralizzano i deboli. Io non ho che due avversari, non dirò due vincitori, perché li sottometto con la tenacia, la distanza e il tempo. Un terzo avversario, il più terribile, sta nella mia condizione di mortale. La morte soltanto può arrestarmi nella via che percorro e prima che abbia conseguito lo scopo a cui miro; tutto il resto l'ho calcolato. I cosiddetti capricci della fortuna, vale a dire i rovesci, i cambiamenti, le eventualità li ho tutti prevenuti: e se qualcuno può colpirmi, nessuno può annientarmi. A meno che non muoia, sarò sempre ciò che sono.


Si, mi ha ammaliato.

5 commenti:

  1. E' incredibile come riesci ad esprimere ciò che vorrei esprimere io nella mia totale incapacità.

    Quello che penso della gente che non si sente come ti senti te, è che è "spenta". E mi affascina terribilmente la gente spenta, oh sì che mi affascina.

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  2. ho amato questo libro...<3

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  3. Prevenire tutti i capricci della fortuna la vedo dura, ma del resto lui è il Conte di Montecristo.
    Io non riesco a prevenire neppure quelli di mia moglie.

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  4. Ammaliante eccome.
    Per il preambolo, mi ritrovo nelle tue parole.
    Ammaliato, da sempre, porgo i miei più cordiali saluti.

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