Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

sabato 3 dicembre 2011

Brucia

Sussurri e graffi avvengono tra colori caravaggeschi, insiti negli animi ribelli e provocatori...sono sempre danze per me.

La vita è una poesia che vale la pena "recitare", cogliere, danzare e provocare...sì, la vita va provocata.

La luna rossa mi manca, ora è pallida, innocua, non danza molto, si vela e cela dietro la nebbia.


Il mare...il mare mi manca anche, mi manca il suo scivolarmi addosso ed insidiarsi in ogni angolo del mio corpo.

Il buio è qui con me...adesso, che si fa ombra tra i colori del mio fuoco.

8 commenti:

  1. sei stata così convincente che mi sono scottato al solo leggere ;)

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  2. ...come il silenzio abbraccia il suono dei miei pensieri....

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  3. chiaro che puoi...se no non li condividerei i miei pensieri...

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  4. adore sentire le tue parloe che danzano nella mia mente! <3

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  5. Hai ragione, ma l'hanno detto i fiori, non io.

    Non che questo sia un problema, non per me, almeno.

    Sempre un piacere leggere il tuo blogghe.

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