Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

venerdì 9 dicembre 2011

Live curious...

Uhm....sì, non sono particolarmente portata per fare la donna di casa, ma a volte una serie di circostanze mi conducono a farla. Insomma, poi l'istinto di sopravvivenza ti porta anche a fare la spesa.

Ecco....non amo molto fare la spesa, non che io snobbi la cosa, semplicemente non amo farla perché il supermercato è un luogo affollato.

Oggi DOVEVO andare proprio e così mi sono armata di buona forza di volontà.
Entro al supermercato,
prendo la frutta,
mi avvicino ai salumi ed ai formaggi,
una bambina mi fissa,
era proprio in mezzo al reparto.
Le sorrido.
Non amo sentirmi osservata, ma ai bambini è giusto concedersi, hanno una curiosità pura. Così continuo alla ricerca di quello che mi serviva, girandomi di tanto in tanto per posare la roba nel carrello, facendo si che la osservassi anche io.
Finisco il mio giro e noto come mi segua con lo sguardo.
Mi ha reso felice, non che io non lo fossi già, ma mi piace quando qualcuno mostra curiosità, soprattutto verso di me, perché alimenta il mio lato egocentrico.
Mi sarebbe piaciuto fermarmi a parlare con lei, avrà avuto 7 anni, o forse 8...chissà che discorsi avremmo fatto.. Sicuramente più interessanti di questo!

6 commenti:

  1. ....e s apere sempre cosa sognano....

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  2. Io credo che alimentasse la parte di te più fragile... Non riesco a non ricambiare il sorriso di un bambino. Grazie per questa condivisione.
    Ps: Ogni volta che entro qui...questa musica è magica.

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  3. non del carovita. o se anche fosse stato, in maniera da farlo sembrare argomento meno trito e autistico di come viene fuori generalmente..

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  4. Dipende dal giorno. A volte amo la folla e fare la spesa. A volte, il solo trovarsi in una stanza con più di quattro persone è un supplizio.

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  5. Odio il supermercato. Fra resti di gusci di noci e qualche sugo congelato, nella disperazione del digiuno, spesso ci faccio ritorno. Ma l'umanità li presente non mi lascia muovere a mio piacimento.

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