



La luce naturale del giorno che si disperde. È nella notte che la cerchi. Restando sveglio alla riscoperta delle cose, ad ogni perché una risposta, è la tua razionalità che parla delle stelle. Ogni notte si dipinge un giorno ed ogni giorno si disegna una notte. Piccoli passi, occhi presenti; è la pelle che parla, con i suoi brividi. Non esistono ore, ne liete ne d’agitazione. Nelle danze dei silenzi, nelle stanze dei sussurri. La musica nelle orecchie ed i profumi di candele sparse. Risvegli bui, piccole fessure, da cui la luce incombe. Odio svegliarmi al mattino col sole che mi chiama, non è lui che deve, non ha l’autorizzazione per portarmi il caffè a letto!
Chi parla? Chi parla adesso di lui?
La luna è sicuramente più interessante di lui, eppure non ti chiama, il sole è solo prepotenza, nulla più. Tra i pizzi rossi e neri la pelle brucia un po’. Ti dipingo in ogni danza, mentre mi osservi, mentre si sveglia, imponente anch’esso.
Chi parla? Di chi parlo?
La notte ed il giorno credono di non aver mezze misure, ma invece sì…delle due preferisco il tramonto, perché è in quel caso che la luna scaccia via il sole!
[dipinti Alfons Mucha]

