Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

sabato 26 marzo 2011

in tutti i mo(N)di possibili

Poggiò i piedi nel terreno, per avere la certezza che fosse la realtà. Non si limitò al rito del pizzicotto.Toccò il terreno sentendosi leggera. Non cercava che sussurri come conferma.

Viveva in due mondi, ne era consapevole, in entrambi ricercava il piacere verso se stessa, ma era debolmente velenosa come un'anemone, ed esattamente come questo fiore non era nemmeno particolarmente bella.
Era la creazione di un nuovo mondo che le dava la possibilità d'essere mille volti, a renderla anche un po' eterea.

In un limbo, stava li, preferiva dondolarsi.
A lei, infondo, piaceva solo giocare un po' con le bestie, un po' come adepta, un po' come maestro, un po' come una bambina...a lei ancora piaceva imparare, soprattutto imparare a stupire se stessa.
Non le piaceva guardarsi allo specchio, non temeva di scoprirsi diversa, ma solo uguale a se stessa.
L'utopia è, paradossalmente, ciò che ci tiene legati alla terra!

[photo Anita Scianò]

giovedì 17 marzo 2011

ignora

Mentre osservi il lento scorrede delle cose, adesso
mentre ascolti tutto ciò che porta alla consapevolezza, oggi.

Bello giocare a raccontare piccole storie
tra i canti di ninfe e giochi soffusi.

Ci rincoriamo.
L'uno necessita
l'altra ciba solo l'ego...
e dio.

E poi...
il battito del cuore che scalcia violentemente
arriva l'attimo
poi sfugge.
Una cronaca prevedibile
ansimante come una lunga corsa.
Scolpisci ogni errore della pelle
inneggia ogni pregio,
Il naturale scorrere della prevedibilità.

Eccola lei dissoluta e fiera.
Cammina calpestando i piedi per imporsi ed urlare.
Ribelle e labile.
Fragile ed irrequieta.
Scivola.
Mangia ancora un po',
deglutisce,
ignora.
Photo Annie Leibovitz

sabato 12 marzo 2011

l'età dei perché non finisce mai...

Buffo chi accetta tante risposte senza però avere quella giusta!
Essere raggirati così è un'arte da pochi.
Sono da sempre stata una donna dai mille perché e dalle mille domande, ho sempre avuto la curiosità di una bambina nel periodo dei perché... ma so rendermi ancora conto di quando la risposta che mi viene data non è coerente con la domanda!
Io non sono buffa, solo goffa!