Premessa: non bevo caffè da qualche giorno, oggi la prima tazza, anzi due...ho ricominciato!
Io me lo ricordo bene quando andavo a scuola, non è passato molto tempo del resto.
Ricordo la campanella, gli ultimi minuti prima di uscire da scuola, tutti i professori, le note di classe, mai una presa singolarmente ahimè, ero quieta, ricordo bene i cavalletti, i corridoi, le scale della scuola, la ricreazione, le assemblee, le candidature come rappresentante, ricordo anche qualche pianto, gli scioperi...
Io me lo ricordo molto bene quando andavo a scuola, mi ricordo l'ansia del dovermi svegliare molto presto per il viaggio da fare; ammetto mancavo spesso da scuola, mamma lo sapeva bene, restavo a letto!
Ieri sono stata alla riunione a scuola da mia sorella, mi è toccato questo arduo compito, va in terza media lei, sì è in prossimità dei suoi primi esami.
Lunghe file nei corridoi con annessi:
Genitori disperati,
Figli in lacrime,
Elenchi pasticciati per far la fila,
Madri che mi chiedono a quanti anni ho avuto mia figlia,
Padri che si dicono "no saranno sorelle",
Professoresse e professori molto vecchi,
Pochi professori giovani,
Padri messi meglio delle madri (ovvero esageratamente curati),
Mogli disperate,
Fratelli e sorelle stufi,
Lotte per poter superare chi c'è davanti perchè "sono le sette e mezza e devo preparare la cena a mio marito",
Tacchi sordi,
Gente di corsa,
Una tipa che avrei ucciso perchè mi ha detto che scavalcavo la gente,
Io,
Mia Sorella.
Ieri ho davvero capito di essere una donna paziente (si, ok, donnasifaperdire).
Ero in fila, con mia sorella di fianco, avevo voglia di estraniarmi e non sentire come si prepara la pasta al forno, o dove quest'anno vanno a sciare le famigliole bolognesi, avevo voglia di buttarmi a terra e leggere, tanto avevo una fila lunga 30 nomi, in ogni elenco, davanti a me. E di fatti mi sono messa a terra, tanto che la gente mi tirava borsate. Ero ad altezza gambe. Ho deciso di non leggere, perchè temevo che mi dicessero che mi estranio troppo, allora alla fine mi sono comunque seduta ma mi sono messa a parlare con le coetanee di mia sorella e con lei.
Pian piano gli elenchi scorrevano, la gente se ne andava e fuori era sempre più buio. Ogni tanto mi alzavo per vedere a che punto dei vari elenchi fossi, ogni tanto alzavo la testa giusto per vedere se ci fosse qualcuno di interessante, ma niente, solo mamme stratirate, mamme disperate, papà troppo gnocchi per essere papà (ma a quanto pare più predisposti a fare i genitori di molte mamme li dentro).
Arriva il mio turno.
Prof. di musica "Immagino tu non sia la madre" "No, decisamente no" "Di quanto vi mancate?" (è italiano?) "Otto anni" "Ah giovani, bè, Elena è una brava ragazza, va molto bene, dovrebbe trascinare i compagni vista la classe movimentata".
Prof. di italiano (supplente da pochi giorni, sembrava mio coetaneo quasi, uno dei pochi giovani, invece scopro che è sui 40) "Non è la madre vero?" "No, sorella" "Si vede! Elena è una brava ragazza, la conosco da poco, ma sembra molto brava, la classe meno, troppo spenti, nessun curioso, niente domande". Avrei voluto dirgli tremila cose a questo professore, ma sono stata zitta perchè non volevo fare il solito cane che sputa sentenze, allora ho solo risposto che si spera si incuriosiranno presto, perchè se non lo sono ora rischiano di non esserlo per il resto della vita, e chi mi conosce sa che per me la curiosità è un po' il sale.
Prof. di educazione fisica, anche qui la prima domanda è stata "Non sei la madre, vero?". "NO, NON SONO LA MADRE!", questa tipa sembrava particolarmente fragile; mia sorella, fuori dalla porta mi aveva detto "Non azzardarti a ridere con questa prof." dall'affermazione ho capito che mi sarei dovuta trattenere. è stato un trauma parlare con questa donna. Davvero psicolabile. Per lei, chiunque rida, la sta deridendo! è mai possibile? è mai possibile che una prof. faccia questi pensieri con dei ragazzini di 13 anni?
Dopo la domanda del chi fossi, mi para le mani davanti dicendomi "Io sono stata alunna molti anni fa, per cui non mi ricordo com'è essere studentessa, per cui non posso mettermi nei loro panni. Io sono la professoressa, loro sono gli alunni". Mi cadono le braccia, sbianco e poi divento rossa. Sto zitta. Non rido ne sorrido, mi estraneo mentre mi fa lunghi discorsi sul come la deridono, sul come in 3 mesi abbiano fatto solo i fondamenti della pallavolo e su come i suoi alunni non sappiano far nulla e sottovalutino la sua materia. Aveva bisogno di essere ascoltata. Per carità, ogni materia è importante, ma cambia sport o professione se non è cosa tua insegnare. Non ho detto nulla di tutto ciò. Dicevo, appunto, che mi sono estraniata, infatti ho temuto mi facesse domande alla quali non sapevo dare risposta perchè avevo smesso di ascoltarla.
Altri prof. nella norma!
Età media 150 anni circa.
Conclusione?
Quand'è che l'Italia cambia e cambia dalle basi?
Professori troppo vecchi, senza un minimo stimolo o voglia.
La curiosità?
A mio avviso se un bambino non è curioso lo si fa diventare, ponendogli le cose con un minimo di mistero che lo involgi a far domande e a cercare risposte.
Non voglio dare tutta la colpa agli insegnanti, la scuola è un organo composto da insegnanti, alunni e genitori. è una seconda casa, dove fino ai 18 anni passi metà delle tue giornate. Ma è così difficile rendere la scuola una cosa piacevole e stimolante?
è vero, io sono diventata curiosa negli anni, ma ricordo bene le domande in classe, da parte di tutti, anche dei più svogliati, cos'è cambiato in meno di 10 anni?
L'errore?
Forse: Quanto un professore si dimentica com'è essere alunni la scuola muore lentamente! [?]