Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

lunedì 9 gennaio 2012

Sarà come perdere parte di me?








L'odore della pelle è la tentazione della lingua, che amo farti scivolare addosso per poi percepire i brividi sotto la mia mano che, a palmo aperto, ti tiene stretto, mentre i brividi ti fanno diventare umano e gemere dopo aver ceduto.
Umano sì, sei umano.
Sarò umana anche io un giorno, presto forse, cederò ad ogni tuo volere e cadrò nel vortice.
Legami e stringimi...chiedimi di tutto ciò che sono per te.
Sarò schiava un giorno, forse. Come schiavo è Lui per me.




[Ropes Kirigami, Ph Aryskio, Model Tenshiko(me)]

5 commenti:

  1. Perdere per sentire tutto. Ci sono molte cose in qusto scritto.

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  2. E' la tentazione della lingua che vuole sentirne anche il sapore.

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  3. Sotto la pelle c'è l'anima che grida, la tua poesia.

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  4. E' il miglior modo per sentirsi umani, quello di avere una lingua che scorre su di sé. Sei essenza sopraffina. Dell'immagine mi riempio gli occhi, la mente e ne avverto i profumi.

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