Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

giovedì 14 giugno 2012

Animamenteecorpo










Quante sono le forme dell'arte?

Quante le domande, le voglie, le scosse, le origini dei sentimenti che ci avvicinano ad essa?
Ne esiste davvero una la di sopra delle altre?








La musica, in effetti, è sempre stata considerata, soprattutto dai filosofi, una delle arti per eccellenza, forse perché più astratta e più personale, perchè riusciamo a renderla nostra ogni volta, in maniera imparziale. La musica è un'alta forma d'arte. Spesso è più silenziosa, sottile, penetrante e riflessiva del silenzio. Riesce ad insinuarsi in noi, a penetrare ed a costringerci a vagare in noi stessi.

Ma non è questo il compito dell'arte in generale?

La pittura è un'altra alta forma d'arte, forse è più forte, intima e personale per chi la produce, per chi ne è madre o padre. La pittura è un continuo divenire, un continuo elevarsi e far uscire ciò che c'è dentro e legato a  noi.
La scultura, riesce, invece a divenire ed a plasmare, mettere in atto un pensiero, a renderlo reale, concreto. Il fruitore può immergersi. Odiare ed amare ciò che vende, può comprendere e non comprendere affatto ciò che vede, ma restarne sempre affascinato.
Il disegno in genere, che genera la base per ogni arte figurativa e visiva, è come una vena che pulsa, ed in loop mette in scena le immagini dei nostri pensieri, che prendono corpo, carne.

La danza è una forma d'arte che si serve spesso si altre forme d'arte, e spesso, forse, è più energica ed adrenalinica per chi le da vita. Essa è libera, disegna linee, vortici, coinvolge mente e corpo. Va oltre la concretezza, pur servendosi d'essa.

Il teatro ha mille sfaccettature,  si serve anch'esso di altre mille forme d'arte, ma il teatro di parola, oltre quello della musica, della danza, del disegno, è magia, una magia che porta il fruitore oltre, facendo si che possa essere un'altra persona, facendo si che tu possa essere chi vuoi, eliminando te stesso.

Ogni forma d'arte è un evasione, è un essere noi stessi oltre.
Baudelaire non sbagliava certo nell'affermare che Una passione sfrenata per l'arte è un cancro che divora ogni altra cosa.

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