Fissavo il soffitto. Le ombre che si riflettevano erano strane. Strisce che facevano avanti e indietro, la luce filtrava dalle persiane semichiuse.
[La mattina, non appena il sole si leva, mi bussa violentemente, ed io mi sveglio, infilo la testa sotto al cuscino per non sentirlo, ricado nelle braccia di Morfeo, finchè sogni ed incubi non cullano il mio corpo che riemerge.]
Fissavo il soffitto, dove le ombre giocavano a sedurmi. Il mio corpo era adagiato su di un fianco, avevo te tra le braccia, la tua testa era leggera, poggiava sul mio braccio, mentre l'altro era sulla tua spalla, mi tenevi per mano.
Dietro di me, nella mia stessa identica posizione lui era caldo, le mie gambe giocavano con le sue, ed il suo respiro era sottile dietro di me. Le sue braccia si tendevano fino a te, attraversando me.
Le ombre del mattino saranno state gelose del vederci così belli, tutti e tre.