Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

giovedì 26 aprile 2012

Specchi





Ombre nette vacillano, rosse. La pelle che, sottile, si sfiora. Il corpo s'irrigidisce e bagna ogni membro. Ruvidi e seducenti ci sfioriamo con violenza, con amore...c'è del disincanto qui.
E' una bella danza, che nelle ompre porpora si fa viva. Le labbra si cibano l'una dell'altra come fanno le nostre mani che graffiano per lasciare segni.
Ci riconosceremo domani, lo sai.
Le pieghe delle lenzuola sussurrano ancora, mentre i nostri corpi, lontani, godono dell'estetica danza.
Ci osserviamo, mentre ci amiamo un po'. I corpi aggrovigliati, che s'invidiano quasi volendosi, forse, fermare per un attimo e restare nell'eterno.
Il rosso ci definisce, il buio fuori scruta, foglie sussurrano a noi.
Scivoliamo in corse e danze, ci inseguiamo in violenze ed amori; siamo caldi e complici, siamo lo sguardo lontano di un amante.


Ombre nette, vacillano, rosse...nella notte seducente che ci è, ora, lontana.

mercoledì 25 aprile 2012

Soffio





La bramosia di libertà si scontra con la possibile,
e alle volte desiderata,
solitudine.
Nessuno sa gestire i legami
...a volte durano perchè sono tali,
senza che nessuno si sforzi di far nodi.


Ci sono respiri che senti sulla pelle,
anche se lontani.

lunedì 16 aprile 2012

Sikelia

Molte delle persone che incrocio mi osservano
eppure mi conoscono
mi conoscevano.


C'è ancora un po' della mia storia qui,
insieme a quella di una terra poco smussata.
C'è ancora l'odore del gelsomino,
dei frutti dati dalla natura, freschi.
C'è il vento caldo, lo Scirocco
che porta granelli di sabbia in ogni dove.


Molte delle persone che incrocio mi sorridono
alcuni mi conoscono da molto tempo
altre mi vedono li per la prima volta
diversa forse.


C'è ancora una terra che mi accoglie
tra i suoi colori caldi
tra le sue spade
tra i suoi spigoli.

giovedì 5 aprile 2012

Il giro del mondo in 20 minuti



Stazione.
Io e la panchina.
Il sottopassaggio fatto di fretta perché il treno è in arrivo.
Apro la porta, passo all'aria fresca al caldo tropicale del vagone.
Eccomi in treno.
Mi spoglio.

Mi siedo accanto all'Africa.
Di fronte a me un po' d'Italia.
Nei due sedili accanto la Cina.
Bello il balcone dal quale il Giappone si affaccia.
Poco più avanti l'India si avvicina a me grazie ai suoi profumi.
Un pezzo d'Inghilterra mi sorride poco lontano.

Il treno si ferma, mi vesto.
Esco dal mondo, torno con i piedi per terra.