Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

venerdì 29 giugno 2012

Colored Candles Wax


La vita, l'essere umano ed i suoi istinti, il momento della recisione del cordone ombelicale, il guscio che ci protegge sin dalla nascita, l'abbandono di quest'ultimo. Sono elementi fulcro della video-performance Colored Candles Wax.

Il corpo è nudo, nasce dallo spirito e dalla spiritualità stessa degli esseri umani, è scatola. Viene piano piano a formarsi, grazie al colare della cera, che fonde e modella piano piano, definendo il corpo. Esso adesso E', esiste, è il contenitore dello spirito e dell'essenza che ci guida, fino ad Essere. Reciderà il cordone ombelicale, però, abbandonando ciò che lo ha generato...

Quest'orrore della solitudine,
questo bisogno di dimenticare il proprio io
nella carne esteriore,
l'uomo lo chiama nobilmente
bisogno d'amare.
(C.Baudelaire)

Grazie a Federica Amatuccio e Daniele Bisceglia.

martedì 26 giugno 2012

Follia parla di te.



Ma, creato per il governo delle cose, l'uomo doveva avere una spruzzatina di ragione maggiore di un'oncia; perciò Giove, al fine di provvedere nel miglior modo anche a questo, chiese consiglio a me, come fa per tutto, ed io gli diedi subito un consiglio degno di me stessa: aggiungere all'uomo la donna; questo animale evidentemente folle e irragionevole, però divertente e amabile, coabitando con lui avrebbe condito e addolcito con la propria follia la tetraggine dell'indole maschile. Infatti Platone fingendosi incerto se porre la donna nella specie degli animali razionali o bruti non altro volle che sottolineare l'insigne follia del suo sesso. E se qualche donna cerca di farsi credere saggia, non altro fa che raddoppiare la propria follia, come chi conducesse un bue in palestra a dispetto e, come si dice, in contrasto con Minerva. Raddoppia infatti il proprio difetto chi in modo innaturale lo imbelletta e stravolge la propria indole. Come dice il proverbio greco che una scimmia è sempre una scimmia anche rivestita di porpora, così la donna è sempre una donna, ossia folle, qualsiasi maschera indossi. Non che il mio giudizio sul sesso femminile come folle sia così assoluto da provocarne il furore in quanto una donna quale sono anch'io, e la Follia in persona, attribuisce loro la follia. Se infatti giudicano la questione nel modo corretto, devono considerare un dono della follia il fatto stesso di essere più felici di molte misure rispetto agli uomini. Anzitutto per la bellezza delle forme, che giustamente pongono al di sopra di qualsiasi cosa e che permette loro di tiranneggiare gli stessi tiranni. D'altra parte, di dove viene nell'uomo quel sembiante irsuto, la pelle ruvida, la foresta della barba, un non so che di vecchio, se non dal vizio della saggezza? Mentre le donne hanno sempre le guance lisce,la voce esile, la pelle morbida, un aspetto di quasi eterna giovinezza. Poi, la loro massima aspirazione in questa vita non è di piacere quanto più possibile ai maschi? Non mirano a questo tutte le loro acconciature, i belletti, i bagni, le pettinature, le creme, i profumi, tanti artifici dell'aggraziarsi, nel dipingere e mascherare il volto, gli occhi, la pelle? Insomma, quale altro titolo le accredita presso gli uomini se non in quello di folli? Essi infatti cosa non permettono alle donne? E in ricompensa di che cosa, se non del piacere? Ma le done deliziano non per altro che per la loro follia, verità innegabile se si riflette alle sciocchezze che ogni uomo dice a una donna e che fa ogni qualvolta decide di prendere piacere da una femmina. Ecco da quale fonte promana il primo e principale diletto della vita.

giovedì 14 giugno 2012

Animamenteecorpo










Quante sono le forme dell'arte?

Quante le domande, le voglie, le scosse, le origini dei sentimenti che ci avvicinano ad essa?
Ne esiste davvero una la di sopra delle altre?








La musica, in effetti, è sempre stata considerata, soprattutto dai filosofi, una delle arti per eccellenza, forse perché più astratta e più personale, perchè riusciamo a renderla nostra ogni volta, in maniera imparziale. La musica è un'alta forma d'arte. Spesso è più silenziosa, sottile, penetrante e riflessiva del silenzio. Riesce ad insinuarsi in noi, a penetrare ed a costringerci a vagare in noi stessi.

Ma non è questo il compito dell'arte in generale?

La pittura è un'altra alta forma d'arte, forse è più forte, intima e personale per chi la produce, per chi ne è madre o padre. La pittura è un continuo divenire, un continuo elevarsi e far uscire ciò che c'è dentro e legato a  noi.
La scultura, riesce, invece a divenire ed a plasmare, mettere in atto un pensiero, a renderlo reale, concreto. Il fruitore può immergersi. Odiare ed amare ciò che vende, può comprendere e non comprendere affatto ciò che vede, ma restarne sempre affascinato.
Il disegno in genere, che genera la base per ogni arte figurativa e visiva, è come una vena che pulsa, ed in loop mette in scena le immagini dei nostri pensieri, che prendono corpo, carne.

La danza è una forma d'arte che si serve spesso si altre forme d'arte, e spesso, forse, è più energica ed adrenalinica per chi le da vita. Essa è libera, disegna linee, vortici, coinvolge mente e corpo. Va oltre la concretezza, pur servendosi d'essa.

Il teatro ha mille sfaccettature,  si serve anch'esso di altre mille forme d'arte, ma il teatro di parola, oltre quello della musica, della danza, del disegno, è magia, una magia che porta il fruitore oltre, facendo si che possa essere un'altra persona, facendo si che tu possa essere chi vuoi, eliminando te stesso.

Ogni forma d'arte è un evasione, è un essere noi stessi oltre.
Baudelaire non sbagliava certo nell'affermare che Una passione sfrenata per l'arte è un cancro che divora ogni altra cosa.

martedì 12 giugno 2012

Nudi siamo tutti uguali.

Il principe nascondeva bene la sua regalità.
La compostezza gli era nel dna, ma riusciva bene a nascondere ciò che in realtà era.
Aveva lo sguardo buono, gli occhi buoni, ma corvini e penetranti.

Lei era semplice, semplice e basta.
Non era per niente composta, anzi, riusciva bene a portare il caos ovunque andasse.
Aveva anche lei lo sguardo buono, il sorriso buono, tenero ed elegante.

Quando si incontravano, nella notte, ma anche lungo i giorni, nudi...erano uguali, splendidi.
Lui con lo sguardo corvino, lei con gli occhi bassi in segno d'amore.

mercoledì 6 giugno 2012

Tutto il mondo è Sant'Ilario! Faber ne sarebbe (s)contento.

A volte sembra proprio di tornare indietro. Eppure il tempo passa, sembra anche più in fretta che una volta, visto che siamo in balia della fretta e delle milioni di cose da fare; tutti, indistintamente, viviamo nella fretta. Scappiamo, corriamo. Ci lamentiamo solo della domenica, quando non facciamo che poltrire. Mentre il resto della settimana non facciamo che attenderla con ansia.

A volte mi sembra di vivere nel paesino di Sant'Ilario in cui Bocca di Rosa si divertiva e dannava un po'. Mi sembra che la gente abbia splendide facciate, sempre pronta ad accettare tutto, ma poi quando una situazione le si presenta davanti, ecco che si scivola, tornando allo status della "comare".
Sono stufa di come non siano sdoganate le cose più semplici e naturali al mondo. Chi ha deciso cosa deve e non deve essere normale?