Al Lettore [parole di Charles Baudelaire]

L'errore, la stoltezza, il peccato, l'avarizia ci tormentano il corpo, ci assillano la mente, e di amabili rimorsi diventiamo nutrimento come il mendicante alimenta i propri insetti.
Testardi nel peccato, nel pentimento incerti, chiediamo un alto prezzo per le nostre confessioni e nella via di fango torniamo poi contenti certi di un pianto vile, lavacro a ogni colpa.
Sul cuscino del male satana trismegisto lungamente ammaliata l'anima culla, e il prezioso metallo della nostra volontà tutto lo manda in fumo lui sapiente alchimista.
E' lui, il diavolo, che tira i nostri fili! Così troviamo seducenti oggetti repellenti; ogni giorno d'un passo scendiamo nell'inferno, senza orrore attraversando un puzzo di tenebra.
Come un misero vizioso bacia e succhia il seno straziato di un'antica puttana, così arraffiamo al volo un piacere segreto, arancia rinsecchita che a fondo spremiamo.
Nel cervello stipati, brulicanti come vermi, si scatenano in un'orgia milioni di demoni; nel respiro, invisibile fiume, la morte ai polmoni ci scende con sordi lamenti.
Se lo stupro, il veleno, l'incendio, il pugnale non abbelliscono ancora ricami graziosi, la trama banale dei nostri destini pietosi, è solo perchè bastante ardire manca al cuore.
Ma fra tutti gli sciacalli, le pantere, le cagne, le scimmie, gli avvoltoi, i serpenti, gli scorpioni, i mostri che urlano, grugniscono, guaiscono nel serragio infame strisciando nei nostri vizi; uno ve n'è più brutto, più crudele, più immondo!
Si muove appena né lancia grandi strida, della terra farebbe volentieri un'unica rovina e il mondo inghiottirebbe sbadigliando; è la Noia -gli occhi gonfi d'un pianto involontario, sogna patiboli fumando la sua pipa.
Lo conosci, lettore, quel mostro delicato, -ipocrita lettore, -mio simile, -fratello!

venerdì 3 agosto 2012

Oggi mi sento un amminoacido!

Il rapporto col proprio corpo è direttamente proporzionale alle esperienze fisico-psichico-mentali. [?]
Ad ogni azione corrisponde una stimolazione, in negativo ed in positivo. Dicono che tutto possa tranquillamente spiegarsi, spesso, con fatti accaduti in preadolescenza o in adolescenza stessa. Un po' come se tutto fosse riconducibile a ciò che è stato.
Il problema di fondo, qualora si parli di problemi, è che cerchiamo sempre una risposta a ciò che non rientra nella routine che ci è stata presentata davanti. Forse per natura accettiamo le cose come ci vengono poste, prendendole come "giuste".
Freud dove sei??...

giovedì 2 agosto 2012

Nascere e morire ad ogni momento.


Ricordo l'ansia che da bambina accompagnava le ore precedenti alle partenze per le vacanze. Non che andassi chissà dove, ma allontanarmi da casa, per qualche giorno, per me era un viaggio, un lungo viaggio, anche se si trattava di andare in un piccolo paesino sperduto della mia stessa Sicilia. Attraversare la mia terra è stata una delle prime cose che i miei mi hanno insegnato, con annessa mamma che faceva da Cicerone per tutti.

Piano piano scoprii che il mondo poteva essere anche altrove e che è sempre ben diverso da quello che hai sotto al naso.

Ho passato periodi in cui viaggiare era un bisogno e non uno svago soltanto. Era sinonimo d'evasione. In realtà ho sempre sentito il bisogno di andar via dal posto in cui sto, tornandoci poi ovviamente, ma diciamo che per lunghi tempi non fa per me.
Adesso vado via, dopo aver scoperto piccole Marta infilate dappertutto, non avevo mai sentito il bisogno di raccogliermi, e mai l'ho fatto, ne tanto meno lo farò adesso. Adesso ho solo visto linee e disegni in più di me stessa.

Dylan disse: Quante strade deve percorrere un uomo prima che lo si possa chiamare uomo?
...ed io, io sorrido.